Psicoterapia Individuale

La sofferenza che ci spinge a richiedere il supporto di un professionista è energia che può dilaniarci o essere trasformata in un processo di crescita personale e di sviluppo del proprio sé. Ogni persona è una storia che intreccia vissuti di esperienze positive ad altri di fragilità, entrambi necessari. La terapia individuale è sempre conoscenza di se stessi, è formazione di un “terzo occhio” per vedere e vedersi da prospettive diverse, è trasformazione dei propri vissuti in arricchimento ed irrobustimento di se stessi. La sofferenza è necessaria alla crescita, ma occorre saperla incanalare attraverso processi atti a contenerla e a superarla: guardando a ritroso nella nostra esistenza coglieremo l’utilità di aver attraversato oceani in tempesta e deserti sconfinati. Il corpo ci parla e quando comunica un dolore fisico o dell’anima esige di essere ascoltato. Sedare il dolore può essere necessario per riuscire a svolgere le funzioni basilari della quotidianità, ma non ne cura le cause. Quando il problema non può essere trovato nell’organismo, allora è la mente ad essere smascherata quale artefice di una sofferenza che si tramuta in dolore, disagio, o malesseri che sovente riverberano nel corpo o in emozioni apparentemente inopportune e senza senso. La psicoterapia si addentra nelle profondità dell’essere umano per sciogliere i nodi della mente che nascono da disequilibri e traumi, spesso di lontana origine, pensieri troppo dolorosi per essere pensati che hanno lasciato i loro residui veleniferi. Occorre essere ciò che siamo, talvolta è un’urgenza impellente; occorre vivere la nostra natura, anche quando i destini ci conducono lungo strade nelle quali razionalmente non avremmo mai voluto addentrarci: opporci, puntare i piedi, deviare verso altri lidi ci fa approdare alle isole mortifere del non essere. Il guscio va infranto per poter rinascere. Siamo esseri psicosomatici, unione indissolubile del mentale con il fisico, entità reciprocamente embricate in cui le interazioni possono produrre benessere o dolore. Che siano le inaccettabili sofferenze prodotte dalle relazioni umane, sovente proprio nei tessuti familiari dove all’opposto si dovrebbe poter trovare amore e accoglienza, o che sia il dolore prodotto da sogni che appaiono sempre più irrealizzabili facendoci percepire l’angoscia di vivere in una gabbia che appare tiranna ed immutevole, o che siano le immotivate spinte dell’ansia che ci spalancano abissi terrifici, imminenti ed ineludibili, o, ancora, che siano le emozioni a sopraffarci torturandoci come le canne al vento di classica memoria, è sempre la mente ad esserne l’artefice. La mente, quando non riesce a defluire la propria energia attraverso i pensieri, comunica attraverso il corpo sotto forma di stati ansiosi, insonnia, contratture, dolori, depressioni, disfunzioni sessuali ed un’infinità di altre manifestazioni. Il pensiero stesso può degenerare in forme di tortura, disfunzionali ed ossessive, incapaci di giungere mai ad una soluzione. È inutile e deleterio cercare di spegnere il pensiero sedandosi con farmaci – anche se alle volte è tuttavia necessario ricorrere a questi strumenti come ausilio alla psicoterapia per alleviare gli effetti paralizzanti della sofferenza – o magari con sostanze psicotrope, abbandonarsi in attività ipnotiche utilizzando per ore e ore i media, quando le ragioni della sofferenza rimangono sommerse. Nonostante i limiti dell’essere umani, la forza psicoterapeutica si basa sulla potenza curativa della relazione umana.
